Esistono luoghi in cui la natura è ancora padrona assoluta del territorio. Il Borneo malese è uno di questi. Nel Sabah orientale, sopravvive una delle più antiche foreste pluviali del pianeta: un universo verde che custodisce una biodiversità straordinaria e offre incontri indimenticabili con alcuni degli animali più iconici del Sud-est asiatico.
Il mio viaggio si è sviluppato lungo tre tappe fondamentali: Sepilok, il fiume Kinabatangan e la Danum Valley. Tre ambienti molto diversi tra loro, ma accomunati da un unico filo conduttore: l'immersione totale nella natura più autentica.
Sepilok, la porta d'ingresso alla foresta
Per molti naturalisti Sepilok rappresenta il primo incontro con il Borneo. Qui la foresta secondaria ospita una fauna incredibilmente ricca e costituisce il punto di partenza ideale per comprendere gli ecosistemi dell'isola.
Il protagonista assoluto è senza dubbio l'orango, simbolo stesso del Borneo. Nel centro di riabilitazione gli individui confiscati al traffico illegale o rimasti orfani vengono preparati a ritornare gradualmente alla vita selvatica. Osservarli mentre si muovono tra le grandi liane o costruiscono i loro nidi offre un'emozione difficile da descrivere.
A pochi metri di distanza si trova anche il centro dedicato agli orsi del sole, il più piccolo degli orsi esistenti, animale schivo e raramente osservabile in libertà.
Ma Sepilok è molto più dei suoi celebri mammiferi. Il Rainforest Discovery Centre (RDC) è uno dei migliori luoghi del Borneo malese per immergersi nella foresta pluviale tropicale senza dover affrontare lunghe spedizioni nella giungla. Situato all'interno della Kabili-Sepilok Forest Reserve, è stato creato per promuovere l'educazione ambientale e la conservazione delle straordinarie foreste del Borneo. Al suo interno si trova la spettacolare canopy walkway, una passerella sospesa tra le cime degli alberi con alcune torri panoramiche di avvistamento che permettono di osservare la foresta da oltre 25 metri di altezza. Da qui si gode una vista privilegiata sulla volta della giungla e si possono incontrare numerose specie di uccelli.
Oltre al canopy walkway, il centro offre una rete di sentieri ben segnalati che attraversano la foresta primaria, un giardino botanico con orchidee e piante carnivore ed un centro espositivo che illustra la straordinaria biodiversità delle foreste pluviali del Borneo. Durante la visita è possibile incontrare buceri, trogoni, pitte, martin pescatori, bulbul, dronghi e numerosi rapaci che popolano la volta arborea, mentre scoiattoli giganti, macachi, langur e una sorprendente varietà di insetti completano questo straordinario mosaico naturale.
Il Rainforest Discovery Centre è considerato una delle destinazioni naturalistiche più accessibili del Sabah ed è una tappa imperdibile per fotografi, escursionisti e amanti della natura. Personalmente consiglio di dedicare a questa foresta almeno un paio di giorni per godere appieno delle sue bellezze ed opportunità.
A circa 25 km. da Sandakan si trova Il Labuk Bay Proboscis Monkey Sanctuary che è uno dei luoghi più famosi del Borneo malese per osservare da vicino le scimmie nasiche (Nasalis larvatus), una specie endemica dell'isola di Borneo e facilmente riconoscibile per il grande naso dei maschi adulti. Negli anni '90 il proprietario del terreno rinunciò a convertire completamente l'area in piantagione quando scoprì che ospitava una popolazione di nasiche. Da allora l'area è stata trasformata in un santuario privato dedicato alla loro conservazione.
Il santuario dispone di due piattaforme di osservazione collegate da passerelle e strade interne che attraversano le mangrovie. Due volte al giorno il personale lascia del cibo (mai in grande abbondanza) ad integrazione della dieta sulle piattaforme, attirando le scimmie che arrivano anche a pochissimi metri dall’osservatore; è frequente osservare maschi adulti, femmine con i piccoli, langur argentati con i cuccioli di colore arancione, buceri, varani e numerosi uccelli delle mangrovie.
Secondo me il Santuario vale assolutamente una visita se si desidera vedere le nasiche molto da vicino e fotografarle con facilità. Per una esperienza di osservazione totalmente naturale meglio un tour lungo il fiume Kinabatangan. Io consiglio di visitare entrambi perché offrono esperienze diverse e complementari.
Il fiume Kinabatangan: il regno della fauna selvatica
Se Sepilok introduce alla biodiversità del Borneo, il Kinabatangan ne rappresenta una più ampia espressione.
Con i suoi oltre 560 chilometri, è il secondo fiume più lungo della Malesia e attraversa vaste pianure alluvionali, paludi e foreste ripariali che ospitano una concentrazione eccezionale di fauna. Le escursioni si svolgono quasi esclusivamente in barca, all'alba e al tramonto, quando gli animali sono maggiormente attivi. Ogni ansa del fiume può riservare una sorpresa. Tra le specie più ricercate figurano gli oranghi selvatici, le scimmie nasiche, i macachi, i maestosi buceri che sorvolano il fiume con il loro rumoroso battito d'ali e tanto altro. Non è raro osservare l’elefante pigmeo del Borneo mentre attraversa il fiume o si alimenta lungo le rive. I coccodrilli d'acqua salata sono presenze costanti, spesso immobili sulle sponde fangose in attesa della preda. Per gli appassionati di birdwatching il Kinabatangan rappresenta un autentico paradiso. Martin pescatori di numerose specie, aquile pescatrici, aironi, cicogne, rapaci forestali e una moltitudine di passeriformi rendono ogni uscita diversa dalla precedente. Quando cala la notte, la foresta cambia completamente volto. Civette, gufi, lori lenti, tarsi,serpenti arboricoli e numerosi anfibi diventano protagonisti delle escursioni notturne.
Danum Valley: la foresta primordiale
Il culmine del viaggio è senza dubbio rappresentato dalla Danum Valley Conservation Area.
Qui la foresta non è mai stata disboscata. Gli alberi raggiungono anche gli ottanta metri di altezza e alcune piante hanno diversi secoli di vita. Camminare lungo questi sentieri significa entrare in un ecosistema rimasto quasi immutato per milioni di anni.
L'atmosfera è completamente diversa rispetto alle altre aree del Sabah. Il silenzio è rotto soltanto dal richiamo dei gibboni all'alba, dal canto incessante delle cicale e dal fruscio delle foglie mosse da qualche animale invisibile.
La Danum Valley è uno dei migliori luoghi al mondo per osservare mammiferi forestali particolarmente elusivi. Oltre agli oranghi, vivono qui le cinque specie di felini del Borneo, tra cui il rarissimo leopardo nebuloso, oltre a zibetti, cervi topo, scoiattoli volanti, pangolini e numerosi primati. Anche l'avifauna è eccezionale. Le pitta colorate (difficilissime da avvistare), gli argus, numerose specie di buceri, i falchi serpentari e molti endemismi fanno della valle una destinazione irrinunciabile per ogni fotografo naturalista. Le escursioni notturne lungo le piste forestali permettono inoltre di osservare rane dai colori sorprendenti, insetti spettacolari, gechi, serpenti e una quantità incredibile di piccoli organismi che testimoniano la straordinaria ricchezza biologica di questa foresta. Il trekking nella foresta è una esperienza dura e meravigliosa: dura perché bisogna essere preparati a 34-36 gradi centigradi nel suo interno, al 100% di umidità, al continuo saliscendi dei sentieri scivolosi dopo la pioggia; meravigliosa perché immersiva, intensa, in cui ogni avvistamento è possibile, soprattutto facendo tre escursioni al giorno: all’alba, prima del tramonto e la notte.
Un patrimonio da proteggere
Visitare il Borneo significa anche confrontarsi con le sfide della conservazione. La progressiva espansione delle piantagioni di palma da olio ha frammentato vaste aree forestali, mettendo a rischio molte specie simbolo dell'isola. Trasferendosi da una destinazione all’altra, la strada corre tra enormi piantagioni e si stringe il cuore pensando ai kilometri quadrati di foresta disboscati per gli interessi economici di pochi grandi proprietari terrieri. Proprio per questo aree protette come Sepilok, il Kinabatangan e la Danum Valley rivestono un'importanza fondamentale. Rappresentano rifugi indispensabili per la sopravvivenza di una fauna unica al mondo e dimostrano quanto il turismo naturalistico responsabile possa contribuire concretamente alla tutela degli ecosistemi.
Il richiamo della foresta
Un viaggio nel Borneo non si misura soltanto con il numero di specie osservate. È un'esperienza sensoriale fatta di umidità, profumi di terra bagnata, richiami lontani e improvvisi incontri che lasciano senza fiato. È la sensazione di sentirsi piccoli davanti a una foresta che esisteva molto prima dell'uomo e che, spero, potrà continuare a raccontare la sua storia anche a chi verrà dopo di noi. Per ogni fotografo naturalista, ogni birdwatcher e ogni amante della natura, il Borneo rimane una destinazione capace di lasciare un segno profondo, uno di quei luoghi che non si visitano soltanto: si vivono.